Anatocismo bancario: riconoscerlo per difendersi dall’usura

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In questo sito parliamo spesso di come risparmiare sulle spese di tutti i giorni e, a tal proposito, diciamo spesso che il risparmio inizia innanzitutto limitando gli sprechi. Uno degli sprechi più facili da evitare sono proprio gli interessi sui vari prestiti e finanziamenti che richiediamo a banche o istituti di credito.

Vediamo, insieme agli amici di usura-bancaria.it, cosa è e come difenderci dall’anatocismo bancario.

Che cos’è l’anatocismo bancario?

La parola anatocismo deriva dal greco e significa letteralmente “di nuovo interesse”.

In effetti col termine anatocismo ci si riferisce a un fenomeno per il quale il debitore deve pagare oltre ai normali interessi maturati sul debito, anche quelli maturati su quest’ultimi e che prendono il nome di interessi composti. L’anatocismo bancario è una pratica illegale ed è regolamentato dalla legge n.147/2013, che delega a uno specifico comitato, quello interministeriali di credito e risparmio, il conteggio degli effettivi interessi dovuti.

Ma cosa comporta esattamente l’anatocismo?

Anatocismo bancario: rischi e conseguenze

Per capire cosa comporta esattamente l’anatocismo bancario, proviamo a fare un esempio pratico. Considerando ad esempio un prestito di circa 20.000 euro si può immaginare che gli interessi trimestrali su questo tipo di prestito possano amontare all’incirca a 500 euro. Un fenomeno di anatocismo bancario consiste nel fatto che la banca alla fine del successivo trimestre calcolerà i nuovi interessi non più sui 20.000 euro di debito ma sui 20.500. Questo sta a significare ovviamente un aumento consistente e illegittimo della somma dovuta dal debitore.

Ma allora come ci si fa a difendere dall’anatocismo bancario?

Qualche consiglio su come difendersi dall’anatocismo bancario

Una delle prime domande che chi contrae un debito si chiede è come contrastare l’anatocismo bancario. Bisogna innanzitutto dire che per calcolare la presenza di un eventuale fenomeno di anatocismo è necessario affidarsi a professionisti che utilizzano un software specifico.

Detto questo, l’anatocismo bancario può essere considerato legale solo in alcuni casi particolari. Nello specifico l’anatocismo è lecito in presenza di un contratto stipulato con la banca che lo preveda, se la banca indica esplicitamente T.A.N. e T.A.G. e se è dichiarata la durata esatta dell’intervallo di tempo durante il quale è prevista la capitalizzazione degli interessi.

Se vengono a mancare queste condizioni e si ha il sospetto o la certezza di essere vittime di anatocismo bancario, è opportuno agire legalmente per garantirsi il rimborso degli interessi composti versati. Il debitore che si accorga dell’applicazione di tassi di interessi anatocistici può chiedere alla banca il ricalcolo degli interessi, la nullità del contratto e soprattutto la restituzione degli interessi già versati.

Tuttavia per poter agire legalmente il debitore deve produrre il contratto di apertura del conto corrente, il contratto di finanziamento, il foglio informativo, gli estratti conto e il documento di sintesi.

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